Route di Pasqua per gruppi Scout
Da giovedì 1 a domenica 4 aprile 2010, all'Oasi Giovani S. Antonio di Camposampiero i frati propongono la Route pasquale per gruppi Scout.
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Perché il Triduo in Convento?

La Pasqua e il Triduo pasquale sono per noi cristiani il centro di tutto l’anno, tempo in cui si celebra il mistero più grande della nostra fede: Gesù soffre, muore e risorge da morte. Nel Triduo pasquale si evidenzia in modo particolare anche la realtà della Chiesa, che continuamente rinnova il comandamento consegnato dallo stesso Gesù nell’ultima cena ai suoi discepoli: “Fate questo in memoria di me”. Fin dai primissimi tempi i cristiani hanno dato un’immensa rilevanza soprattutto alla veglia pasquale, inserendovi il sacramento del battesimo: come Cristo è passato da morte a vita in quella notte santa, così le persone battezzate passano dalla vecchia ad una nuova vita, che è quella cristiana.
Negli ultimi anni si stanno moltiplicando le proposte per giovani e non, di trascorrere il Triduo Pasquale in monasteri e conventi sia maschili che femminili. Ha senso questa proposta? Di per sé, anche per quanto sopra espresso, il Triduo Pasquale andrebbe preferibilmente vissuto nella propria parrocchia, espressione visibile della Chiesa nella vita quotidiana di ciascuno.
L’esperienza ci fa dire però che condividere questi giorni così importanti (almeno una volta nella vita!) all’interno delle nostre comunità francescane, e dunque a contatto diretto con i ritmi del nostro vivere e del nostro lavoro, del nostro stare insieme, della nostra preghiera e delle celebrazioni ben curate e spiegate, può rivelarsi per un giovane una straordinaria esperienza e opportunità formativa, spazio prezioso di crescita spirituale ed umana da riversare poi anche nella parrocchia di provenienza. Siamo convinti che passare il Triduo in convento, possa davvero aiutare i giovani prima di tutto a riscoprire il “senso” profondo di questi giorni; a riappropriarsi poi del proprio “tempo gratuito” ormai derubato dalla frenesia del “fare” e dalla “tirannia dell’avere”; nella bellezza della liturgia ad assaporare un incontro vivo e appassionato con il Signore; nella umile fraternità francescana a percepirsi in modo nuovo figli dell’unico Padre che è nei cieli….Tutto questo patrimonio di esperienze potrà poi essere ancora una volta dai giovani stessi regalato, offerto con competenza, gratuitamente distribuito… a servizio di tutti (in parrocchia, al lavoro, nella scuola… con gli amici…).
Resta sempre presente in noi, in ogni caso, l’attenzione alla Chiesa locale; anche per questo motivo alla proposta del “Triduo Pasquale con i frati” è possibile partecipare per un massimo di due anni.
Questo allora vuole essere il nostro augurio: come Cristo è nostro servitore, così anche noi sappiamo essere servi dei nostri fratelli…
Pace e bene
i frati